martedì, 22 novembre 2005

Verso le 12.30 di oggi Beppe Grillo invitato a partecipare telefonicamente alla trasmissione radiofonica Triuno Triuno  (Trio Medusa, Radio Deejay) ha proposto che gli onorevoli vengano definiti semplicemente "dipendenti". Ovvero che le elezioni si trasformino in quello che dovrebbero essere già, un contratto -secondo Grillo uno di quelli Co.Co.Co.!, mitico nevvero?!- tra il candidato e l'elettore. Quest'ultimo quindi sceglierebbe il primo per portare a termine un lavoro o per raggiungere un determinato obiettivo. Se il "dipendente politico" dovesse farcela allora sta nel "datore di lavoro elettore/cittadino" decidere se dirsi soddisfatto del lavoro e rinnovare il contratto o no......

Per i conoscitori della CPPP, non vi sembra questa un'ottima chiave di lettura di una possibile CPPP? Cosa ci sarebbe di più partecipato e permanente di un chiaro, lineare e diretto (non in senso necessariamente referendario) "rapporto di lavoro" tra l'elettore = datore di lavoro e il candidato = dipendente......

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martedì, 01 novembre 2005

Breve spunto di riflessione legato al clamore suscitato dalle affermazioni del neo presidente iraniano Ahmadinejad: "Lo stato di Israele sia cancellato dalla carta geografica". Con queste parole Mahmoud Ahmadinejad, politico conservatore e populista, si è rivolto a una platea di studenti a Teheran nel corso di un convegno intitolato "THE WORLD WITHOUT ZIONISM" per riaffermare la "solidarietà con il popolo palestinese". Lo stesso messaggio campeggiava dal pulpito dove Ahmadinejad affondava "le sue parole omicide rivolte a una nazione, a un popolo, a uno stato, cioè Israele" (Il Foglio, lunedì 31 ottobre). L'immagine del convegno anti-sionista, vista su tutti i network, era la terra vista dallo spazio con su la scritta "il mondo senza Sionismo". Oltre il merito della questione, che va detto riporta l'Iran agli anni dell'Ayatollah Khomeini dopo il fallimentare periodo riformista dell'ex presidente Khatami, chiedo commenti sulla potenza del messaggio filtrato dai media. Io ho notato una facile decodifica del messaggio tale da generare una paradossale confusione nella lettura: leggevo "terrorism" invece di "zionism". Non sono così ingenuo da non capire che il messaggio è stato confezionato per essere diffuso nel mondo ma mi ha colpito l'uso sapiente di tecniche e metodologie occidentali in un paese soggiogato dalla dittatura ideologica della Repubblica islamica. -GORGIO-

 

 

postato da: gorgio alle ore 13:22 | Permalink | commenti (2)
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