MrPOL ci crede:la nuova comunicazione politica nasce dal web
I ragazzi di MrPOL lanciano un nuovo esperimento di comunicazione politica. Il web per attivare la partecipazione dal basso.Dopo il Fantaparlamento che ha attirato migliaia di cittadini che volevano, attraverso un gioco, esprimere le proprie idee e la propria voglia di poter ancora scegliere chi li rappresenti, ecco l’esperimento dello Smart MOb (folla intelligente) a Roma a Largo Argentina.
Tutto nasce dal blog www.sonouncoglione.splinder.com, nato nelle prime ore del pomeriggio, subito dopo l’esternazione berlusconiana, che ha raccolto in pochissime ore tantissime persone che hanno potuto commentare l’attualità politica. Al di là del successo del raduno avvenuto alle 19 a Roma, questo è quello che MrPOL, spin-doctor appassionato delle nuove forme di comunicazione e partecipazione, vuole sottolineare. La politica può ancora appassionare i cittadini, anche i più disincantati, l’importante è trovare la tecnica e il linguaggio più aperto e più vicino a quegli stessi cittadini.
Il web, con la sua capacità di attrazione e partecipazione spontanea e non organizzata, offre questa possibilità. Oltre i siti vetrina di partiti e politici, la chiave di volta è la possibilità di interazione offerta ai cittadini che vogliono discutere, parlare, in ultima analisi, partecipare.
Lo spin-doctor, a fronte di questo grande successo, oggi non può consigliare che questo.I politici che impareranno a usare la Rete come uno strumento non secondario per parlare ai cittadini avranno modo di cogliere, se non addirittura creare, nuovi spazi di discussione e aggregazione realmente vicini alle persone che sentiranno così rinascere la voglia di coinvolgimento e di intervenire sulla politica.
E infine che, di questi tempi, nulla vada sprecato. Perfino una di quelle parole finora tristemente confinate alle imprecazioni solitarie o alle lamentazioni esistenziali, possono essere sdoganate e scaraventate nell’arena politica. Dai commenti dei politici fino alla creatività di blogger e giovani comunicatori la parola virilmente evocata dall’alto, subito dopo riesce a scombinare, evolversi, figliare, generare allegri tormentoni e serissime analisi. La comunicazione dal basso (ma non nel triviale senso delle parti basse, badate bene) si riprende il suo linguaggio e lo trasforma in un boomerang. Rivoltandolo ironicamente conto chi per primo lo aveva usato. Per di più aiutando a stemperare la gravità del momento o le indignazioni troppo fomentate. Il bravo comunicatore, al di là delle sue simpatie politiche, sa quando offrire un tocco di sana leggerezza alla seria gravità (e, ahinoi, grevità) della politica.
D’altronde, come commenta Giovanna Zucconi sulla Stampa, “ieri ne è stata evocata una massa, una moltitudine, un intero popolo di c.!”. E per di più felicemente autoconvocati da un pugno di intraprendenti comunicatori.


