mercoledì, 26 ottobre 2005

L'omicidio Fortugno e i contatti 'ndrangheta -Viminale. L'Aviaria e la preparazione dello Stato ad un eventuale emergenza sanitaria. Centomila studenti in piazza . Le tasse sugli sms e sui tubi. Cose degli ultimi tempi. Alcune serie, altre molto preoccupanti. Ma agli italiani interessa la libertà d'espressione...la sottile linea rossa che divide la caricatura dalla satira , la satira dall'offesa e l'offesa dalla menzogna.  Almeno sembra così pensarla  la classe politica  italiana .  "La tv  è in mano alla sinistra" urla il Nostro Premier; "Berlusconi prepara delle nuove liste di proscrizione" si schernisce il Leader dell'Unione; "Sono solidale con Silvio" dichiara la Moratti."Candidiamo Celentano Sindaco a Milano per L'Unione". Panico. Panico diffuso  tra i politici su ROCKPOLITIK. La cosa su cui dire qualcosa. Fare una dichiarazione .Possibilmente una ferma condanna. Contro chi? La RAI. Le liste di indesiderati al Governo. etc etc. Insomma una marea  di frasi fatte, di discorsi già sentiti e ripetuti che vanno avanti  dal 1994 . Dal primo governo Berlusconi. Capisco l'attenzione da parte  di Maggioranza ed Opposizione per i media tutti, e la tv in particolare,  ma ripetere ogni volta la stessa lagna diventa controproducente.  Nessuno ha più voglia di ascoltare e tutti capiscono che è un polverone strumentale  per sviare l'attenzione del grande pubblico-elettore da altri problemi.

Ma  tutta la questione  su Rockpolitik  nasce forse da un male  più profondo. I due leader, che dovrebbero guidare il paese per i prossimi 5 anni non hanno un'idea da tirare fuori. Un sogno, anche banale, da proporre. Sono gli stessi candidati  di 10 anni fa. Quando c'erano ancora Clinton e  "l'ulivo mondiale", per intenderci .  Tutto è cambiato ma i protagonisti sono sempre Il Cav. e il Prof. Quelli che spesso litigano sulla tv  e la libertà d'espressione. Col Maggioritario o col Proporzionale,da vincenti o da perdenti . E' possibile avere una politica diretta da personaggi che sembrano ormai fuori luogo,  fosse solo per l' età?  Prodi e Berlusconi  sono più logori e sicuramente non hanno più nulla di nuovo da dire . Ed essere privi di argomenti originali prima delle Elezioni non è un buon segno. Per nessuno. Non ci resta che confidare nelle politiche del 2011 per trovare dei nuovi protagonisti sulla scena politica italiana che sappiano essere più in linea con i tempi.  O che almeno Celentano abbia smesso, per allora, di fare TV.

postato da: mariogiampaolo alle ore 18:24 | Permalink | commenti
categoria:brainstorming
giovedì, 20 ottobre 2005
Qualche settimana fa, nel corso della festa di Azioni Giovani, un militante si è avvicinato a Gianfranco Fini e gli ha rivolto un accorato appello:"Presidente Fini, si impegnerà per la causa dei kaziri? La prego, ci aiuti". Il leader di An non ha voluto mostrarsi insensibile alle ragioni dei poveri kaziri, e ha risposto prontamente: "Sì, certo, conosco la situazione..." Al che il militante ha replicato: "Presidente, siamo degli studenti universitari, ci scusi lo spirito goliardico, le abbiamo fatto uno scherzo. I kaziri non esistono". Fini, dimostrando un certo senso dell'umorismo, si è avvicinato all'autore della burla e gli ha stretto la mano.

Un episodio trascurabile, ma che ci ha fatto fare alcune riflessioni. Chi ha detto che per i politici fingersi onniscienti sia sempre la strategia migliore? Perchè non rispondono mai "sono un economista, non rispondo a domande di politica estera", oppure "mi occupo di trasporti, non d'immigrazione, chieda al mio collega, che è la persona che si occupa di questo tema per il partito..."? Certo, la smania di visibilità porta i politici a non sottrarsi mai ai microfoni. Forse però, come dimostra il caso dei kaziri, qualche volta rispondere semplicemente "non saprei" potrebbe salvarli da gaffes imbarazzanti, e aiutarli ad apparire più credibili quando hanno qualcosa di davvero pregnante da dire.

Tutto ciò ci rivela due cose: i politici negli ultimi anni hanno appreso dei clichè comportamentali utili per districarsi in qualunque occasione pubblica, dove sono costretti ad apparire come esseri umani onniscienti; in secondo luogo che molti cittadini sono ormai consapevoli dell’esistenza di tali pratiche.

I politici-simulacro (quelli che con la loro fisicità sono la rappresentazione scenica di un corpus politico) hanno sulle spalle un compito imprescindibile e improbo allo stesso tempo, che non lascia spazio a errori, o almeno così dovrebbe essere: in realtà diverse ricerche sulla percezione pubblica dei leader politici mostrano che piccoli errori e macroscopiche gaffes li “umanizzano”.

Piccola proposta a politici e spin doctors: perché non proviamo a disintossicare la politica da questo efficientismo di facciata? In fondo ne guadagnerebbero tutti: i politici che si umanizzerebbero dietro un “non lo so”, “devo approfondire il caso”, “non ho ancora un’idea ben precisa, ci sto pensando”, i cittadini e la forma della politica, visto che in fondo anch’essa è sostanza.



Mr. P.i.l.
postato da: MrPol alle ore 10:06 | Permalink | commenti (5)
categoria:brainstorming